Fasi fenologiche e Piani di concimazione

Per comprendere a pieno titolo l’importanza dei piani di concimazione, occorre fornire una preliminare spiegazione delle fasi fenologiche. Tale concetto affonda le sue origini nel campo della biologia.

Nello specifico, la fase fenologica corrisponde ad uno stadio specifico del ciclo vitale di un organismo vivente. Tali fasi sono distinte le une dalle altre e quindi identificate da uno status morfologico, fisiologico, funzionale e comportamentale. Questo stato viene indotto dalla mutazione stagionale delle condizioni ambientali, in particolare quelle climatiche.

Fasi fenologiche e fenologia

Le fasi fenologiche sono l’oggetto di studio centrale della fenologia. La fenologia vegetale studia le fasi ricorrenti nel ciclo vitale delle piante. Come si è già detto, tali status vengono declinati in relazione ai fattori ambientali, in particolare quelli meteo-climatici quali ad esempio temperatura, umidità, radiazione.

Andando più nel dettaglio, il concetto di fase fenologica si applica in particolare agli organismi pecilotermi. La pecilotermia è la condizione degli organismi viventi la cui temperatura del corpo tende a variare nel corso del tempo. In altri termini, può essere considerata come una forma di termoregolazione.

Tornando alle fasi fenologiche, la variazione della temperatura è il fattore climatico di maggiore rilevanza. Infatti in molti organismi esiste anche una risposta alla variazione stagionale del fotoperiodo. Si pensi agli animali con il pelo. Il pelo aumenta nella stagione invernale e invece si dirada nei periodi più caldi.

Fasi fenologiche, agronomia e agricoltura

Ai nostri giorni, le declinazioni dello studio delle fasi fenologiche hanno riscontrato un crescente apprezzamento in agronomia e agricoltura. L’agricoltura pone l’accetto sull’aspetto sociologico e tecnologico; l’agronomia su quello scientifico,

Empiricamente, tali fenomeni trovano ampio riconoscimento con il calendario. In molte popolazioni europee, l’autunno si associa alla vendemmia, alla raccolta delle castagne, alla semina del grano, alla perdita delle foglie delle piante decidue, l’inverno al riposo vegetativo, la primavera al risveglio vegetativo, alla fioritura, alla fienagione, l’estate alla maturazione e alla mietitura del grano.

Traducendo tali fenomeni da un punto di vista tecnico o scientifico, è possibile ricavare delle considerazioni di carattere generale. L’identificazione di una fase fenologica è di particolare importanza in quanto ad essa si associano particolari esigenze fisiologiche (es. nutrizione idrica e minerale, induzione antogena).

Fasi fenologiche e concimi

La fisiologia del vegetale ha una complessa base ormonale e nutrizionale. Sulle varie fasi fenologiche incidono fattori endogeni (natura genetica) e fattori esogeni (di natura ambientale). Fra questi hanno un ruolo primario i fattori climatici, in particolare la temperatura e, in misura minore e in casi specifici, il fotoperiodo, i fattori pedologici, i fattori biologici di tipo relazionale (ad esempio l’induzione di processi fisiologici indotta da parassiti specifici).

Il fattore antropico, rappresentato dalla tecnica colturale, interviene più o meno direttamente sui fattori endogeni. Come agisce? Nello specifico interviene in misura più evidente sull’interdipendenza tra fisiologia vegetale e ambiente esterno. Il fatto antropico regola la risposta fisiologica e funzionale della pianta agli stimoli ambientali.

Conclusioni

Ogni specie vegetale è caratterizzato da una propria fenologia che può evidenziarne la specificità. Per integrare la corretta crescita può essere utile ricorre a specifici prodotti fertilizzanti in relazione alle diverse fasi fenologiche.

In tal senso è possibile predisporre dei veri e propri piani di concimazione. Così è possibile individuare il concime giusto per ogni fase fenologica e sostenere crescita e sviluppo della pianta.